OCT – Ritiro Spirituale 14 Maggio 2017

ORDINE CONGREGAZIONALE TEMPLARE
“JACQUES DE MOLAY”
Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis

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RITIRO SPIRITUALE AL SANTUARIO DI SS. MARIA DI CROCHI CON PADRE AMPELIO CAVINATO ORGANIZZATO DAL NS. PRIORATO DELLA MAGNA GRAECIA “SAN MICHELE ARCANGELO”.
PRESENTE FOLTISSIMA DELEGAZIONE DEL NS. PRIORATO DI REGGIO CALABRIA “SAN GIORGIO”

Era presente all’importante incontro anche il nostro Gran Maestro accompagnato dalle LL.EE. Alti Dignitari Gran Cancelliere, Gran Maresciallo, Gran Tesoriere.
Durante la Santa Messa Padre Ampelio Cavinato ha benedetto il Cristo Morto che l’artista restauratore Luigi Maida ha provveduto a restaurare per nostro conto e che sarà portato in adorazione in tutte le nostre manifestazioni religiose.

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Nasce la COMMENDA DI NAPOLI

ORDINE CONGREGAZIONALE TEMPLARE “JACQUES DE MOLAY”

Nasce ufficialmente il 20 Marzo 2017, con la firma del Decreto del nostro Gran Maestro Frà Renato Mollica, la COMMENDA DI NAPOLI titolata “SANTA MARIA MADDALENA”

Chi desidera avere informazioni per aderire alla nostra Istituzione Templare può inviare un breve curriculum vitae (con tutti i dovuti riferimenti anagrafici, di residenza e di contatto) alla nostra mail: accademia.templare@libero.it
Sarete poi al più presto ricontattati.

La Cancelleria dell’Ordine

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Nella foto:
Maria Maddalena che medita sulla Corona di spine, dipinta dal Guercino.
Olio su tela, 65 x 55 cm 1632

Lode al Maestro JACQUES DE MOLAY

ORDINE CONGREGAZIONALE TEMPLARE
JACQUES DE MOLAY

Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis

LA STORIA CONTINUA CON NOI.
accademia.templare@libero.it

(Dalla Carta Magna del ns. Nobilissimo Ordine Congregazionale Templare)
Copyright OCT – vietata la riproduzione anche parziale.

Lode al Maestro Jacques De Molay
Fratello Jacques, noi, nel nostro tempo e nei nostri spazi, Ti rendiamo giustizia onorando il Tuo nome, dando con questo, titolo, alla nostra Congrega, e ci onoriamo a nostra volta di tanto.

Tu che hai subìto il rogo, dopo innumerevoli torture e colpe infami dalla regia volontà di Francia.
Tu che hai subìto, fra tante, l’accusa di eresìa, che altro non è se non Conoscenza.
Tu che hai pagato colpe di nessuno dei Tuoi Cavalieri.
Tu che hai pagato il fìo per tutte le maldicenze dettate dall’invidia per il successo, e molto per le ricchezze, frutto dei consensi e dell’ abilità dei Cavalieri, figli di fratello Hugues, nel far generare denaro al denaro.
Quel successo che i Cavalieri avevano riscosso anche prima di Te.
Tu che non hai potuto godere della scagione di quella pergamena.
Redatta in Chinon, da quel Papa Clemente, il quinto, nell’ anno del Signore 1308, venuta alla luce negli anni nostri, che Ti assolve, che assolve i fratelli Tuoi e nostri. E noi. Da ogni precedente scomunica.
Quella pergamena celata all’uopo, per centinaia di migliaia di tramonti, perché Tu, fratello Jacques, in verità, con la Tua conoscenza e la Tua forza, e con quelle dei fratelli Tuoi di tutti i tempi, dacché sono esistiti, hai suscitato gelosie, ire e paure di quei potenti di Francia, di perdere dominio. E di quei potenti delle Chiese cattoliche d’occidente e d’oriente, fatte di potere e intrighi, e non di Giustizia e Verità, di perdere compattezza e unione. Indi, dominio, anch’esse.
Tu che sei stato, fratello Jacques, l’ultimo dei Maestri.
Fratello Jacques, non puoi aver pensato nemmeno per un attimo, nella Tua grande Maestrìa, che l’opera iniziata dal Tuo predecessore Hugues, capo del feudo di Payns, vassallo del Conte di Champagne, che riunì sotto la sua guida militi-miti, militi-cavalieri, miti-guerrieri, (quei “milites ad terminum”), per dar vita ad un esercito di devoti difensori del Santo Sepolcro, trecento anni prima di Te, potesse perire così, senza lasciare nell’aria un’eredità di valori che un giorno qualcuno avrebbe riesumato e fatto propri.
Molte e molte… e ancora molte albe dopo.
Fratello Jacques, non hai potuto pensare di morire davvero in quel rogo.
Ecco, noi siamo qui, negli anni duemila a rendere Giustizia a Te e ai nobili princìpi di quei Cavalieri che obbedivano alla loro regola per fortificarsi, pregavano per propiziare la protezione del Signore e combattevano per uccidere il male.
Con i nostri mezzi di questo tempo, con spade solo simboliche, mantelli bianchi da cerimonia, senza spargimenti di sangue, ma con la stessa mite condotta, con la stessa forte preghiera e con lo stesso valoroso coraggio nel difendere ed aiutare gli oppressi e i sofferenti, in nome di Dio, per una crescita spirituale nostra e per una qualità di vita luminosa di collettività intere, popoli di oggi.
Siamo qui per “servire”.
Auspicando di traghettare noi e i nostri fratelli e le nostre sorelle, verso la grandezza del Bene.
Siamo qui, nel forzuto agire quotidiano e nella celebrazione delle sacre cerimonie del nostro Credo religioso, fieri d’esser Templari.
Siamo qui.
Noi, fratello Jacques, noi, dopo di Te, noi sappiamo… Solo ora sappiamo, ma sempre abbiamo creduto, della nostra causa giusta.
Solo ora sappiamo di quell’elenco.
Quello delle leggi superstiti della Chiesa ad avere valore.
Quello redatto molte migliaia di tocchi di campana dopo quello della Tua messa a morte. Da un Papa giusto, il secondo Giovanni Paolo della storia.
Negli anni nostri.
Noi, solo ora sappiamo. Che la sentenza della Tua messa a morte e di tutti i Tuoi, nostri, fratelli, non compare in quell’elenco.
E dunque, a rafforzamento di quella pergamena, che già allora aveva annullato l’eccidio di quella sentenza, quella pergamena emanata da quel Papa Clemente, il quinto, “… per conoscere la pura, piena e integra verità sugli alti dignitari del Tempio del detto Ordine” c’è che oggi, non conserva alcuna valenza.
Indi, per tanto, Tu, fratello Jacques, i Tuoi fratelli, e nostri, non siamo, per la Chiesa giusta e Santa di Dio, la nostra di ora, la “madre” Chiesa nostra, né démoni, né nemici.
Ma, al contrario, suoi, storici, eterni e fedeli, paladini.
Noi siamo qui, oggi. Alla luce.
Siamo uomini. E oggi, anche donne.
Siamo Cavalieri e Dame.
Senza alcuna differenza di sesso, nascita, censo, cultura. Legati da un patto di fratellanza tra noi.
E di obbedienza alla nostra Congrega.
Cerchiamo Giustizia e Verità in nome delle Fede.
Siamo animati da Preghiera e Azione.
Agiamo in nome di Dio. Per la Sua Gloria. Non per la nostra.
Umilmente e fortemente.
Agiamo in nome di Dio. Il Perfetto Supremo.
Agiamo in nome di Dio. Non nel nostro nome.
Siamo i Templari di Jacques De Molay.

S.E.R. Frà Renato Mollica
Gran Maestro Internazionale OCT “Jacques De Molay”
Gran Precettore Confédération Templière International “Bernard de Clairvaux”

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